Come un’azienda manifatturiera di eccellenza ha digitalizzato produzione, acquisti e contabilità in budget

Il caso di LHY Powertrain Italy

Il cliente

Le origini di LHY Powertrain risalgono al 1904, anno di fondazione della Güldner Motorenwerke. Inizialmente nota per i suoi trattori, l’azienda è diventata pioniera nella tecnologia di trasmissione idrostatica con l’introduzione del suo primo veicolo da trasporto a trasmissione idrostatica nel 1956. Nel 1958, è stata fondata Linde Hydraulics, una divisione specializzata in idraulica.

A seguito della separazione da Linde Material Handling nel 2012, l’azienda è entrata a far parte del Gruppo Weichai. La transizione da Linde Hydraulics a LHY Powertrain nel 2025 riflette la sua evoluzione in un fornitore di soluzioni complete per la trasmissione di potenza. Oggi, LHY Powertrain è uno dei principali produttori mondiali di sistemi idraulici ad alta pressione, con circa 1.400 dipendenti, sei stabilimenti produttivi e una rete di oltre 80 partner di vendita e assistenza in più di 50 paesi.

La società sviluppa e produce sistemi di trasmissione modulari che combinano pompe e motori idraulici, valvole, centraline elettroniche e dispositivi periferici in soluzioni integrate ad alto rendimento. I suoi prodotti equipaggiano macchine da cantiere, mezzi agricoli, forestali e per la movimentazione materiali di costruttori di primo piano a livello mondiale. La filiale italiana, con sede a Gallarate, in provincia di Varese, opera come unità di distribuzione e assistenza tecnica per il mercato del Sud Europa, acquistando i propri componenti principali dalla casa madre e gestendo in autonomia le relazioni commerciali con i clienti italiani.

Il contesto: un gestionale ereditato, una crescita da sostenere

Sin dalla propria costituzione, la filiale italiana di LHY Powertrain aveva adottato il gestionale imposto dalla holding di riferimento, una soluzione ERP cloud pensata per le medie imprese internazionali.

Nella pratica quotidiana, il sistema si era rivelato inefficiente alle specificità del contesto italiano. La gestione della fatturazione elettronica, obbligatoria in Italia dal 2019 per tutti i soggetti IVA, aveva generato complessità operative significative, mai pienamente risolte dalla piattaforma internazionale. L’utilizzo effettivo del gestionale era rimasto limitato a poche funzioni di base, lasciando ampi processi aziendali privi di copertura digitale.

Con la crescita del business e la necessità di strutturare i processi in modo più maturo, la direzione ha cominciato a valutare un cambio di rotta.

La finestra di opportunità

Il momento favorevole si è aperto quando la holding ha avviato una propria migrazione verso una nuova versione del vecchio sistema gestionale a livello globale: in quella circostanza, la filiale italiana ha ottenuto la facoltà di scegliere in autonomia il proprio ERP, purché in grado di soddisfare le esigenze locali e di integrarsi con i flussi informativi del gruppo.

Il mandato interno era chiaro: non limitarsi a sostituire un gestionale con uno strumento equivalente, ma cogliere l’occasione per digitalizzare una serie di processi fino ad allora gestiti in modo manuale o frammentato. Con un budget definito per il 2025 e senza margine per personalizzazioni onerose, la sfida era trovare una piattaforma flessibile, configurabile e pronta all’uso nei moduli standard.

La richiesta non era semplicemente cambiare gestionale: era costruire una struttura operativa solida che supportasse la crescita dell’azienda, dalla produzione alla contabilità, senza sovraccaricare un team snello e senza sforare il budget previsto.


I processi da coprire con il nuovo sistema includevano:

  • Gestione degli ordini di acquisto e del ciclo passivo
  • Pianificazione della produzione con attivazione del MRP (Material Requirements Planning)
  • Consuntivazione delle attività di officina tramite strumenti digitali
  • Contabilità generale, con l’integrazione di un professionista esterno che opera direttamente sul sistema
  • Fatturazione elettronica pienamente conforme alla normativa italiana
  • Gestione del magazzino, inclusa la movimentazione con terminali dedicati (fase successiva)

La complessità aggiuntiva risiedeva nel profilo dell’organizzazione: un gruppo relativamente ridotto, con competenze tecniche forti sul lato produzione, ma meno consolidate sul fronte dei sistemi informativi gestionali. Serviva quindi una soluzione che fosse configurabile, non solo personalizzabile a caro prezzo, e che consentisse al cliente di diventare autonomo nella gestione ordinaria, con il supporto


Dopo un processo di valutazione che ha tenuto conto dei vincoli di budget, della complessità dei processi da coprire e della necessità di un’implementazione rapida, la scelta è caduta su Infinity, la piattaforma ERP sviluppata e distribuita da Guttadauro.

Il punto di forza che ha orientato la decisione è la configurabilità nativa della piattaforma: Infinity parte da un’impostazione preconfigurata e matura che riduce drasticamente i tempi di avvio, ma consente a chi implementa, ma anche al cliente stesso, di adattare il sistema alle specificità operative senza ricorrere a sviluppi custom. In un progetto con budget definito, questa caratteristica ha fatto la differenza.


L’approccio implementativo

Il progetto è stato condotto con un’impostazione volutamente pragmatica: nessuna personalizzazione, moduli standard dalla contabilità alla produzione. L’attenzione si è spostata dalla scrittura di codice alla configurazione di processo, con un meccanismo iterativo che ha coinvolto attivamente i key user del cliente.

Il modello di lavoro adottato ha seguito un ciclo continuo: il team di Guttadauro configurava il sistema in base alle esigenze raccolte, il cliente testava, forniva feedback e il ciclo si ripeteva fino alla validazione. Questo approccio ha richiesto ai referenti interni di LHY un coinvolgimento diretto e operativo, cioè di «sporcarsi le mani», come si dice nel gergo dei progetti ERP. Questo ha fatto sì che il risultato fosse allineato alle esigenze reali dell’azienda, senza generare debito tecnico.


Il vantaggio di una piattaforma configurabile è che, se l’organizzazione è disposta ad adattarsi ai processi standard dove possibile, può evitare sviluppi costosi e mantenere il sistema più facile da aggiornare e gestire nel tempo.

I risultati

Il progetto si è concluso nei tempi previsti e all’interno del budget stanziato. LHY Powertrain Italy dispone oggi di una piattaforma gestionale integrata che copre l’intero ciclo operativo: dagli acquisti alla produzione, dalla contabilità alla fatturazione, con un livello di digitalizzazione significativamente superiore rispetto alla situazione precedente. 

Processi digitalizzati: Produzione (MRP + officina), acquisti, contabilità, fatturazione elettronica

Sviluppi custom: Nessuno — implementazione su moduli standard

Personalizzazioni esterne: Zero — contabilità gestita direttamente sul sistema dal consulente esterno

Prossimo step: Informatizzazione magazzino con terminali per picking e movimentazione

Sul piano qualitativo, il risultato più rilevante è la trasformazione della base tecnologica su cui l’azienda può costruire la propria crescita: da un sistema usato in modo parziale e inadeguato alle specificità italiane, a una piattaforma configurata sui processi reali dell’organizzazione, capace di evolvere con l’azienda.


Prospettive future

Con la centralizzazione dei dati e l’introduzione di strumenti di analisi avanzata, i centri ottici possono prendere decisioni sempre più informate, migliorando la redditività e rafforzando le relazioni con i clienti.

Le basi gettate dal DWH e da Power BI aprono la strada a ulteriori sviluppi, come l’uso di intelligenza artificiale per analisi ancora più sofisticate e l’integrazione con nuove fonti di dati.
Un possibile sviluppo futuro è l’utilizzo di strumenti di geomarketing per pianificare nuove aperture o espansioni, basandosi su dati oggettivi e predittivi per massimizzare il potenziale di successo.


Prospettive: la fase 2 del percorso digitale

Il completamento dell’implementazione del sistema gestionale non rappresenta il punto di arrivo, ma la base da cui partire. Il prossimo obiettivo già pianificato è l’informatizzazione del magazzino: introduzione di terminali per la movimentazione delle merci, gestione delle picking list digitali e tracciabilità dei flussi logistici in entrata e in uscita.

Questa evoluzione consentirà a LHY Powertrain Italy di chiudere l’unico perimetro operativo ancora parzialmente analogico, completando la digitalizzazione dell’intera catena operativa dall’ordine di acquisto alla spedizione al cliente.


Perchè questo progetto è un riferimento

LHY Powertrain Italy dimostra che un’implementazione ERP di qualità non richiede budget illimitati né personalizzazioni estese. Richiede obiettivi chiari, le persone giuste, un partner con metodologia solida e la volontà di adattare i processi alla piattaforma dove è ragionevole farlo. Il risultato è un sistema che l’azienda può usare, capire ed evolvere nel tempo.

Michele Piazza

Managing Director, LHY Powertrain Italia SpA

Decidere di sostituire il nostro gestionale non è stata una scelta semplice. La maggior parte delle testimonianze che si sentono da aziende che hanno affrontato un percorso simile raccontano di progetti complessi, forti disagi operativi e costi spesso fuori controllo.

Non posso negare che anche per noi sia stato un percorso impegnativo, sia dal punto di vista economico sia per il tempo e l’energia richiesti alle persone coinvolte. Tuttavia, guardandomi indietro oggi, sono convinto di aver preso la decisione giusta per il futuro dell’azienda.

Ci sono tre aspetti che ritengo particolarmente importanti.

Il primo è che un progetto di trasformazione può avere successo solo se la volontà di cambiamento nasce dall’interno dell’organizzazione. Non basta adottare una nuova tecnologia: servono persone motivate, disponibili a mettersi in gioco, a uscire dalla propria zona di comfort e ad affrontare una sfida complessa. Senza il coinvolgimento e l’impegno delle persone chiave, anche il miglior sistema non può esprimere il proprio valore.

Il secondo è che il cambio di gestionale non deve essere visto semplicemente come l’introduzione di un nuovo strumento. È un’opportunità unica per mettere in discussione processi e abitudini consolidate nel tempo. Nel nostro caso, molti processi erano stati definiti oltre dieci anni fa e venivano considerati quasi automaticamente come la soluzione migliore possibile. Durante il progetto abbiamo scoperto numerose aree di miglioramento: alcuni processi erano diventati inefficienti o ridondanti, mentre altri venivano gestiti con una leggerezza che ci esponeva, spesso inconsapevolmente, a rischi significativi. Il progetto ci ha costretto a rivedere criticamente il nostro modo di lavorare e ne siamo usciti più consapevoli e più solidi.

Il terzo aspetto riguarda il partner di progetto. In iniziative di questo tipo è fondamentale affidarsi a un partner competente, affidabile e capace di guidare l’organizzazione nei momenti di maggiore incertezza. La sensazione che ho provato durante alcune fasi del percorso è stata quella di essere al volante della propria auto e di accettare che, per un tratto di strada sconosciuto, fosse qualcun altro a guidare al posto tuo. È una scelta che richiede fiducia. Fortunatamente abbiamo trovato un partner che ha saputo conquistare e mantenere quella fiducia durante tutto il progetto.

Oggi disponiamo di una base tecnologica più solida, di processi più strutturati e di una piattaforma in grado di sostenere la crescita futura dell’azienda. Per questo motivo, nonostante le difficoltà affrontate lungo il percorso, rifarei la stessa scelta senza esitazioni.